bilanci sbilenchi

Per me è fondamentale avere la vita piena di persone e conoscerne di nuove quando ce n’è l’occasione. Per questo sono accogliente.

Per questo ho fatto scelte anche importanti. Voglio essere aperta al genere umano.

E’ un atteggiamento che mi ha ripagato: ho un bel numero di buoni amici sparsi per il mondo. Persone cui voglio bene, e che mi vogliono bene, e che hanno arricchito la mia vita. Personaggi strani, tipi particolari, spesso.

Quando incontri persone nuove, e decidi che le vuoi nella tua vita, la curiosità di scoprirle, la voglia di saperne di più, porta a raccontarsi.

Succede anche quando rivedi qualcuno che non vedevi da anni.

Nel mio raccontarmi dell’ultimo periodo (ma anche nell’ascoltare)  mi sono resa conto che a riassumere anni di cambiamenti radicali in poche ore… sembra un po’ troppo.

Una storia d’amore di un paio di anni diventa una sequenza veloce di colpi di scena, in cui un poco fatichi a sentire tutto l’amore che c’era, anche se lo percepisci nella voce di chi lo dice, lo vedi nell’atteggiamento in difficoltà per la fine.

La decisione di vivere la libertà, raccontata, suona come svaccamento. I disturbi del principe, tutti in fila, suonano di malattia gravissima.

La separazione, il mutuo, la laurea, gli stravolgimenti del lavoro, tutti concentrati in due anni… danno l’ansia. Sembra incredibile che un essere umano medio possa caricarsi addosso tutta quella roba in un così breve lasso di tempo. Sembra incredibile a me che l’ho fatto, come posso aspettarmi che un altro ci creda?

Ed il mio rapporto con gli altri… il mio dedalo di amici, le meccaniche specifiche con ciascuno di loro, il loro essere fondamentali in qualche modo… un labirinto che mi è usuale, ma in cui chiunque si può perdere. Il mio modo fondamentalista di provare affetto, la passione, l’intensità, il dedicarsi e darsi… A raccontarli cosa mi fanno sembrare?

In realtà ho solo ascoltato, sentito, parlato, guardato, cucinato e mangiato, pianto, dormito… vicino a qualcuno. Qualche volta ho anche fatto l’amore, o almeno così mi pareva. Altre era ‘solo’ sesso.

Niente di eccezionale.

Non ho scalato l’everest e non ho fatto parapendio, non sono stata quasi da nessuna parte. Non sono diventata un importante chirurgo negli States (come chi non rivedevo da anni)… Ho viaggiato dove nessuno poteva, o voleva. Ora forse raccolgo qualcosa. Il mio diavolo direbbe che di fatto non sono una persona media, che ora sono grande e questo ha un prezzo, ma anche qualche vantaggio. Il mio diavolo è di parte, però.

Ora comincerò a collezionare bei panorami guardati in compagnia. E confidenze scambiate su un prato.

E vado in vacanza. Questo è un evento, altrochè!

 

 

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