C’è troppo da fare e troppo poco tempo per farlo, troppo da vedere e troppe poche occasioni per andarci.

O forse, semplicemente, non mi interessa fare tutto e vedere tutto.

Mi hanno detto, ultimamente, che sono una persona solitaria. Io mi sento molto sociale e socievole. Sono felice di stare con altri, di parlare, di vedere posti nuovi o anche solo di camminare per la città, una qualsiasi città o cittadina.

Però non ho la necessità assoluta di farlo, non deve essere per forza. Una domenica a casa, a pulire un poco il giardino, stirare o non far niente, mi sta benissimo. Anche se la sera mi rendo conto che possiedo corde vocali inutilizzate…

Non ho più energie da sprecare, le ho regalate a persone che non le meritavano e ora tendo a risparmiarle per me, per mio figlio, per quel che necessariamente devo fare da me.

Ho una voglia enorme di condivisione. Ma la condivisione è possibile solo con alcune persone.

Il concetto che molte donne oltre una certa soglia di età (diciamo più o meno dai 30 in su) applicano agli uomini, ovvero che non deve essercene uno per forza, ma solo se ne vale la pena, io lo sto estendendo ad ogni cosa. E taglio via, mi concedo di essere estremamente brusca e di non chiedere scusa, di continuare la guerra aperta col capo.

Ciononostante alcune persone restano, ed ho amici che continuano a chiamarmi “deliziosa creatura”.

Non so perché nè nell’uno nè nell’altro caso.

Non so perché ora ho in casa un meraviglioso piccolo acquario troppo popolato e costoso per i miei standard,  perchè mai mi sia stato regalato e perchè questa persona non abbia dato forfait quando ho fatto domande chiare alle quali non ha voluto dare risposta, quando mi sono arrabbiata per l’ennesima volta, quando ce l’ho mandato con impeto e decisione…

Il punto è che posso pensare all’infinito, ma non può essere tutto chiaro. Alla fine bisogna lasciare che le cose accadano, e prima o poi se ne trova il perché. Pensare troppo, anche se è una mia caratteristica, non mi aiuta.

Quindi sviluppo l’arte del “perdere tempo”, con pensieri poco utili, tipo quale nome dare ai pesci e agli invertebrati. Senza tanto successo, peraltro. Dei 14 esseri viventi presenti, solo tre hanno un nome. La fantasia non sarà mai il mio forte.

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