fermento

Il mio capo non lo dice, ma lo pensa evidentemente, che sono una rompicoglioni.

Il capo giovane dice che so essere piacevole come un gatto attaccato ai suddetti.

Mia sorella dice sempre a mia madre che purtroppo sua figlia ha lo stesso brutto carattere della zia (palle: ha lo stesso brutto carattere di suo padre, ma è molto più sorridente e simpatica di tutti e due. E bellizzima!).

La collega è più diplomatica e mi fa notare quando ho le giornate storte (lei però è troppo buona, accetta l’inaccettabile).

Ora…. com’è che quando io non ci sono capo, capo giovane, collega, son tutti in ansia? Com’è che quando c’è da parlare con qualcuno di difficile, o con evidenti problemi comportamentali (quando non psichiatrici) mandano me “che io sennò ci litigo” o “ah no, io con quella non ci provo nemmeno a parlare”. Com’è che io risolvo le rogne di tutti?

E soprattutto come mai sono anni che tutti fan la corte al lavoro con me? Che ok, non c’è la reperibilità, ma non è l’unico posto in cui non c’è…

Ora l’azienda ospedaliera rivede tutti i part-time e tenta di assegnare reperibilità a pioggia. Quindi c’è fermento. La pensione della collega si avvicina, c’è ancora più fermento intorno a me.

Micky è andata a parlare con la T. che dovrebbe essere la coordinatrice dei coordinatori per questa porzione di ospedale.

La T. nella mia opinione (largamente condivisa peraltro) a xe inutile come el paltàn, e anca piuttosto insemenia (inutile come il fango e piuttosto scimunita).

Micky mi ha confidato che la T. sostiene che al pensionamento della collega deciderà lei e non la caposala, chi assegnare al laboratorio, e che metterà delle certificate.

Io:”delle che?”

Micky:”certificate”

Io:”nel senso che hanno certificato di malattia e relative esenzioni?”

Collega:”guarda che adesso ce n’è una vecchiotta, ma ancora abile… non è che può mettere proprio chi capita”

Io:”appunto. Anche perchè se son certificate come certi tuoi colleghi, me le sbrano in mezz’ora!”

Micky:”io te lo dico in confidenza, che non voglio storie… ma se riesci ad ottenere qualcosa, ricordati che io sono disponibile, te lo dico da un pezzo”

Ci sono due infermiere, brave, che fan corte serrata, e diverse altre che la fan blanda. E tutta gente che mi conosce da un po’.

E’ la T. che non mi conosce… ma scoprirà! uh se scoprirà… Che ormai l’ho capito come fare.

Il punto è che io non ho un brutto carattere, ma sono molto sincera, e determinata, e ho imparato a giocare le mie carte, almeno sul lavoro. E’ differente, ma fa comodo dire che rompo le balle…

 

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11 risposte a fermento

  1. Andrea Taglio ha detto:

    Epperò quell'”insemenia” non è romagnolo!
    È un modo di dire che si usa anche dalle mie parti, anche se per me profuma un po’ di Occidente.
    Siamo vicini di casa geografici! 😀

    • altrirespiri ha detto:

      ehm… io son veneta, eh. Con una inquietante capacità di acquisire l’accento romagnolo (tipo che se parlo dieci minuti con un bolognese, cambio accento), ma sempre veneta…
      purtroppo

  2. annikalorenzi ha detto:

    diciamo che tu lavori bene seriamente e con senso etico. il brutto carattere è un ‘altra cosa

  3. 321Clic ha detto:

    Come già detto in altra occasione, uguale uguale 🙂

  4. yaxara ha detto:

    Sempre meglio avere un brutto carattere e dire le cose come stanno!

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