conversazioni col capo (giovane)

“ah santa patata….”

“santa?”

“ah io la patata la farei santa subito!”

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Buon lunedì

Ho iniziato una settimana che sarà molto molto piena.

Ma l’ho iniziata con un bimbo di dieci anni che:”ho troppa paura… aspetta che raccolgo il coraggio” ed alla fine mi ha abbracciato con tutto il corpo, che non me lo ricordavo più com’era avere un bimbetto in braccio.

Ed ha affermato con solennità di avere mal di testa:”però sai, a volte mi capita di avere un mal di testa atroce… è l’ansia!”.

E l’ho continuata andando a verificare che mia cognata non fosse in panico per l’intervento di mio fratello… e “sai… è una bambina”. Quindi se Dio vuole tra qualche mese avrò un’altra nipotina, un esserino piccolo da coccolare e viziare.

Con condimento di altre belle cose, dettagli che per ora fanno differenza… sperando che continui a lungo…

E’ proprio vero: essere pessimisti o ottimisti è la stessa fatica. Solo che l’ottimismo aiuta.

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evviva l’ignoranza

“mi da i suoi esami precedenti?”

e mi consegna un’ecografia ed un esame istologico.

“no, mi serve una gastroscopia”

“mai fatta”

“quella col tubo in bocca”

“mai fatta”

“guardi, se le hanno fatto una biopsia in stomaco, per forza l’ha fatta”

“ma no, mai messo tubi in bocca”

“e come gliel’hanno fatta questa biopsia?”

“non lo so”

“il campione non era del mio stomaco, ma del suo… da dove sono arrivati per prendere questo campione, secondo lei?”

“ah non so. Non ne so niente di medicina, io”

Però se ti infilano qualcosa in bocca… secondo me dovresti accorgertene…

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di soluzioni impreviste

Hanno pensato che era meglio dotarmi di un secondo telefono, così da mettere una risposta automatica per i pazienti fuori orario.

Io non ero entusiasta della cosa, perchè mi vincola ad altri orari, perchè ho due telefoni a cui rispondere, perchè è già parecchio confuso così…

Ma in fase di emergenza accetti tutto quello che ti sembra possa aiutare.

E non dover interrompere il discorso con i pazienti 20 volte in mezz’ora… mi pareva cosa buona e giusta.

Dopo circa venti giorni di segreteria telefonica… l’ho lasciata staccata.

Il risultato è che il telefono ha suonato tre volte, nell’orario previsto.

Il semplice fatto che non ci sia una persona gentile a rispondere sempre ha sortito la magia: non ci vengono più richieste informazioni sulla radiologia, la medicina nucleare, la cardiologia, la neurochirurgia, l’azienda ospedaliera, il sistema sanitario nazionale in genere…., non chiamano balordi che hanno solo bisogno di assitenza psicologica, non chiamano reparti per chiedere informazioni a membro di segugio.

Il silenzio è bellissimo.

 

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Di amore sfrenato per un’insegnante.

“mi hanno cambiato l’insegnante di geografia (turistica)!”

“bene… ti toccherà imparare in un anno tutto quello che non hai imparato finora”

“preferisco studiare 5 ore al giorno piuttosto che riavere la M…”

Il Principe studia al massimo due ore, quando ha un compito difficile il giorno dopo.

Da sempre.

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mondi sommersi

I miei venerdì lavorativi si sono trasformati da giorni di respiro e recupero dell’arretrato, in infernali corse a scoprire l’errore e nuove esperienze lavorative di ogni genere con lo scopo di non doversene andare alle sei, di nuovo!

Oggi ho fatto anche l’infermiera di endoscopia, perchè mi sono trovata lo strumento in mano e la dottoressa “scendi scendi scendi”… in un pastrocio di sangue e muco.

“si è addormentato”

“no sono ancora abbastanza sveglio, ma ho capito che tanto fate lo stesso…”

Poi in attesa che smaltisse i farmaci che altererebbero le mie misurazioni, ho aprofittato per fare delle prenotazioni combinate.

Nella sala che funziona anche da studio della coordinatrice c’è sempre un discreto caos. Refugio pecatorum di chi ha qualcosa di cui lamentarsi, oltre che punto informazioni di ogni genere. Ci sono tre telefoni che suonano, ed un andirivieni…

Io e la collega (M.) cercavamo di racapezzarci nelle nostre agende. Entra A. che ho avuto modo di conoscere bene ultimamente, visto che stiamo stilando procedure come piovesse e lei fa una tesi di master parzialmente sul mio lavoro. A. è una donna tranquilla, molto controllata, pacata, orientata.

Era furibonda. Ha fatto le sue rimostranze ad un tono di voce che non avevo mai sentito.

Il loro grande capo, che stava revisionando i piani di lavoro “beh ma bisognerebbe darsi una regolata”

Io avrei fatto notare che A. non si lamenta mai, e magari se una volta lo fa, forse ha buoni motivi… ma non ho questo genere di confidenza con quel medico.

Un altra collega (G.) entrata in quel momento:”lunedì porterò del miele”

M.:”perchè?”

G.”perchè così si addolciscono”

Io: “io direi che hanno bisogno di qualcos’altro, ma io sono maliziosa.”

M. e G in contemporanea :”un po’ aviopeniche”

M. “a partire da me”

G. “ma tuo marito non era quello attivo?”

M.”ma ultimamente ci vediamo poco e quando capita siamo talmente stanchi….”

E poi altre cose su altre infermiere…

Io lavoro da 20 anni con una donna molto discreta e pudica. Le confidenze a me le fanno i miei amici maschi. E’ un mondo sconosciuto per me quello. E forse forse non voglio conoscerlo!

Credo avrei difficoltà a raccontare certe cose ad una donna.

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servirebbe un edulcorante…

Io conosco tanta gente. Ultimamente conosco tanta gente superficialmente.

Me ne rendo conto perchè mi chiedono spesso “ehi ciao, come stai?” ed io rispondo “bene grazie”.

Non rispondo mai alle persone cui sono legata “bene grazie”.

E’ una risposta da poca confidenza, piena di pudore, o meglio, piena di stanchezza.

Stanchezza delle frasi fatte, delle convenzioni, delle domande per riempire i vuoti, delle parole per abitudine.

Come:”ciao, piacere di conoscerti”

ma piacere di che? Se mi dici dopo un paio di ore che ci parliamo, che hai avuto piacere di conoscermi, allora ha senso. Ma prima? Potrei esserti antipatica in 30 secondi netti.

Rispondo anche “bene grazie” perchè non voglio sembrare quella che si lamenta sempre. Che poi io mi lamento, ma vado sempre avanti, anche sulle ginocchia, con le unghie  e con i denti… E allora mi sono un po’ stufata di essere classificata solo per la diretta schiettezza.

Sono senza filtri, questo è uno dei miei problemi. Senza filtri in entrata ed in uscita.

E quando sono stanca è anche peggio.

Dunque…. ho fatto una settimana tutta di un fiato, tra impegnatissime giornate lavorative e gestione di casa. Sabato a pulire a casa del Generale, domenica a pulire a casa mia. Soddisfatta dell’essere stata produttiva, molto soddisfatta di avere scoperto un pannetto che con un goccio di ammoniaca ti fa venire i vetri uno spettacolo in un attimo… Però stanca. Stanca del lavoro, di tutti i bei cambiamenti, delle pulizie che non finiscono mai… del dover pensare a tutto da sola.

Stanca e quindi senza il minimo filtro. Credo combinerò gran guai…

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