timori per il futuro

Lo specializzando di turno guarda gli esami di una paziente…

“è allergica al Dermatophagoides… non ricordo cos’è”

“gli acari dottore, quelli che stanno nei materassi e mangiano la nostra pelle esfoliata”

“ah…si si… mi pare di ricordare… dermatologia non mi è mai interessata”

Nel pomeriggio: “Gio!!!  oggi mi ha chiesto cosa fossero i dermatophagoides!”

Gio:”il problema è che la mancanza di cultura medica, non è il suo problema peggiore”

Comincio a pensare che ci serva un metodo elimina inetti. Mi sento un po’ tipo Himmler (o Stalin o uno di questi qua, insomma) a pensarlo… ma è davvero inquietante questa deriva.

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fermento

Il mio capo non lo dice, ma lo pensa evidentemente, che sono una rompicoglioni.

Il capo giovane dice che so essere piacevole come un gatto attaccato ai suddetti.

Mia sorella dice sempre a mia madre che purtroppo sua figlia ha lo stesso brutto carattere della zia (palle: ha lo stesso brutto carattere di suo padre, ma è molto più sorridente e simpatica di tutti e due. E bellizzima!).

La collega è più diplomatica e mi fa notare quando ho le giornate storte (lei però è troppo buona, accetta l’inaccettabile).

Ora…. com’è che quando io non ci sono capo, capo giovane, collega, son tutti in ansia? Com’è che quando c’è da parlare con qualcuno di difficile, o con evidenti problemi comportamentali (quando non psichiatrici) mandano me “che io sennò ci litigo” o “ah no, io con quella non ci provo nemmeno a parlare”. Com’è che io risolvo le rogne di tutti?

E soprattutto come mai sono anni che tutti fan la corte al lavoro con me? Che ok, non c’è la reperibilità, ma non è l’unico posto in cui non c’è…

Ora l’azienda ospedaliera rivede tutti i part-time e tenta di assegnare reperibilità a pioggia. Quindi c’è fermento. La pensione della collega si avvicina, c’è ancora più fermento intorno a me.

Micky è andata a parlare con la T. che dovrebbe essere la coordinatrice dei coordinatori per questa porzione di ospedale.

La T. nella mia opinione (largamente condivisa peraltro) a xe inutile come el paltàn, e anca piuttosto insemenia (inutile come il fango e piuttosto scimunita).

Micky mi ha confidato che la T. sostiene che al pensionamento della collega deciderà lei e non la caposala, chi assegnare al laboratorio, e che metterà delle certificate.

Io:”delle che?”

Micky:”certificate”

Io:”nel senso che hanno certificato di malattia e relative esenzioni?”

Collega:”guarda che adesso ce n’è una vecchiotta, ma ancora abile… non è che può mettere proprio chi capita”

Io:”appunto. Anche perchè se son certificate come certi tuoi colleghi, me le sbrano in mezz’ora!”

Micky:”io te lo dico in confidenza, che non voglio storie… ma se riesci ad ottenere qualcosa, ricordati che io sono disponibile, te lo dico da un pezzo”

Ci sono due infermiere, brave, che fan corte serrata, e diverse altre che la fan blanda. E tutta gente che mi conosce da un po’.

E’ la T. che non mi conosce… ma scoprirà! uh se scoprirà… Che ormai l’ho capito come fare.

Il punto è che io non ho un brutto carattere, ma sono molto sincera, e determinata, e ho imparato a giocare le mie carte, almeno sul lavoro. E’ differente, ma fa comodo dire che rompo le balle…

 

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sempre più televisivi

Nottetempo ho deciso che non me ne fregava niente delle stronzate dirigenziali.

Io vengo per lavorare, se mi mettono in condizioni di lavorare lavoro, sennò faccio quel che posso, che a chiedere per favore mi son stufata da un po’.

Ho quindi informato la mia futura collega: quando non c’è la mia collega, i pazienti me li portate voi, visto che io non posso entrare.

Lei mi ha abbracciato.

Oggi la caposala si è premurata di informarci che avrò un passi per entrare.

“occhio che sei controllata anche tu, così”

“possono venire a controllare a casa: io endoscopi non ne ho!… che figata però, se Sherlock viene ad indagare si trova tutta la lista dei nostri spostamenti come nelle serie TV!”

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dirigenti, che bellezza!

“scusa ma… riguardo il cartello che entra solo il personale… io sono assimilata al personale di endoscopia?”

“metteranno un meccanismo per cui entri solo col tesserino di riconoscimento”

“beh, io ce l’ho”

“quello aziendale, il tuo non va bene”

“stai scherzando?”

“no, ma che problema c’è? usi quello della tua collega”

“e quando lei non c’è?”

“fai il giro”

Ovvero un corridoio e mezzo, scaletta, esci in terrazza, la percorri tutta, rientri dall’altra parte, altro corridoio, a quel punto arrivi in endoscopia… nel corridoio di fianco al mio, a due-passi-due.

“ovviamente nessuno ha tenuto conto che io sono personale convenzionato, anche se non aziendale, e che devo andare avanti indietro con i pazienti, magari in barella!”

“non ti arrabbiare con me, dillo a chi l’ha pensata”

“e come al solito l’han pensata male, ed io vengo trattato da pezza da piedi! e poi quel gran genio del collega di chi l’ha pensata, si sente pure in diritto di dirmi che sono in condizioni da terzo mondo! ma non fa niente per migliorarle!”

 

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secoli differenti

Da quando l’appalto è stato vinto da una nuova lavanderia, c’è un problema con le divise. Alcune sono sparite, le altre non tornano pulite.

Se non sbaglio quest’anno ho ricevuto un solo camice pulito.

Stamattina mi sono rifiutata di mettere quello lercio che portavo da troppo tempo ed ho messo tuta azzurra e vestaglia da sala operatoria.

Il problema è che su di me questa cosa non ha affatto effetto Grey’s Anatomy, quanto piuttoso ER!

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mammina

Domenica:”mamma martedì ceni fuori?”

“no, perché?”

“volevo fare una cena da solo con Bea, ma non ho soldi da spendere in ristoranti…”

“ok, vado al cinema”

Lunedì:”ti ho comperato uova e pancetta, come richiesto. Dopo ti preparo il tiramisù per domani sera.

Dillo che sono una mamma buonizzima!”

“mh” troppo impegnato a litigare con la cioccolata che usciva dalle frittelle…

Martedì dopo una lunga giornata di lavoro, qualcosa di simile ad una cena, molto veloce, vado al cinema e lascio i piccioncini a guardare Sherlock vicini-vicini (si lo so che non hanno solo guardato Sherlock).

Al mio ritorno, alle dieci passate, riordinando il caos in cucina, mi sono sentita davvero mammina buona. Chiunque altro avesse lasciato quella devastazione nella mia cucina sarebbe stato catapultato fuori dalla finestra, con la finestra chiusa.

In genere io sono troppo permissiva, un po’ egoista, troppo poco apprensiva per essere considerata il modello della brava mamma. Quando il Principe è fuori, io mi addormento, senza aspettarlo sveglia, per dire… Ma ieri ho dato il meglio di me (e figuriamoci com’è il peggio)!

 

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Onestà

Hanno rubato, di nuovo, nel servizio di fianco al mio.

Svuotato armadi.

La situazione (alcuni dettagli) fa pensar male…

In questi giorni ho altri pensieri che sovrapposti a questi, mi fanno considerare quanto io sia onesta ed ingenua.

Dovrei esserne contenta.

In realtà, di questi tempi, l’onestà può essere un ostacolo.

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