pronti partenza via!

Sono stata a casa a riposare, a pulire, a lavorare in giardino. Sono andata in montagna un paio di giorni, ma la montagna si è così scocciata di questa presenza inaspettata, che ha scatenato l’inferno…

E insomma non mi lamento delle mie “vacanze”, sono state avventurose…

E poi … si rientra al lavoro.

Non avevo ancora appoggiato la borsa in armadietto, che mi è stata fatta una lista di progetti di cambiamento, procedure da fare, nuove regole da seguire, piani da mettere nero su bianco.

Che pare bello. Ma ciascuna di queste cose allunga i tempi del lavoro. Ma non dà nulla in cambio, non a me. E’ tanta tanta fatica in più.

“ma serve per pararti il culo”

A me? o a tutti voi?

La ciliegina sulla torta è stata una mail, che la collega ha amorevolmente conservato per me, da parte del capo. Altrettanto amorevolmente, lui ci ha girato la mail di un paziente che si lamentava del fatto che al nostro numero nessuno rispondeva.

Ora… dopo stronzate immani da parte di ignoranti stellari su sterilità, ordine, pulizia, acqua filtrata o meno (‘ha detto che quando tolgo i sondini dal disinfettante devo usare guanti sterili e metterli su teli sterili’ …. chi sa cosa sia la sterilità, rida) e artistiche idee di tirar su muri per migliorare l’estetica… (ehm… vogliamo parlare del fatto che non abbiamo neanche l’acqua calda?) dopo tutto ciò… non ho potuto resistere.

Ho risposto “quando una sola delle due è presente, e deve occuparsi dei pazienti, dar retta alla direzione sanitaria, alla coordinatrice ed a tutte le varie ed eventuali… capita che al telefono non risponda. Rispondiamo sempre quando possiamo.

Ti ricordo che nei prossimi mesi sarà presente una sola di noi, quindi ricapiterà. Comunque il paziente in questione ha il suo appuntamento.”

Così quando rientra dalle ferie (e lui ne fa continuamente) metterà subito i piedini per terra. Che quella che rimane sola a fare tutto ‘sto cambiamento, oltre al lavoro di due… sono io!

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di parole

“ho bisogno di fare una manometria rettale”

“deve chiamare il centralino del S. Antonio e farsi passare l’ambulatorio di gastroenterologia”

“perchè è una cosa dello stomaco?”

“signora i gastroenterologi si occupano di tutto il tubo digerente che va dalla bocca all’ano.”

“ah grazie che me l’ha spiegato!”

Suvvia signora, non mi conosce la famosa gastrologia?

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25/7

E’ andata così…

Il primo augurio me l’ha fatto A. Anche quest’anno è stato il più mattiniero.

Il più bello è stato quello del Principe, che mi ha abbracciata mentre facevo colazione sul trespolo in cucina, sprezzante del pericolo di macchiarsi di nutella (sì per il giorno del mio compleanno la nutella è permessa).

Il più inaspettato è stato quello di L. sempre col suo sorriso lieve, dolce e rassicurante nonostante tutto.

E poi ce ne sono stati tantissimi. Quelli a cui tenevo tutti.

C’è stato anche chi ha detto ‘spero tu mi consenta di farli a voce’ e non si è fatto più vivo.

Ho avuto una giornata di lavoro infernale, in cui ad un certo punto un paziente mi ha detto “vada a prendersi un caffè, dottoressa”.

Ho cenato col Principe e la Bea. Niente dolce.

Neanche quest’anno qualcuno ha pensato a farlo. Ed io per principio, dopo aver fatto tanti dolci per tanti compleanni, ho deciso che per il mio o lo fa qualcun’altro, o niente.

E basta.

Ieri c’è stata un’altra infernale giornata di lavoro, che si è conclusa con una riunione non programmata, con la coordinatrice della collega. Nulla di ciò di cui abbiamo parlato sarebbe di mia pertinenza, sono questioni infermieristiche, ed io non sono infermiera. Ma ricadranno su di me, quindi meglio che io faccia. La collega è andata via prima di me. Per dire.

E basta. Sono stanca. Sono sempre stanca. Ma ora scivola via.

 

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Questo è per Annika (mettilo nella collezione)

Soggetto numero 1:”preferisco essere chiaro, perchè sono sensibile e non voglio che nessuno ci stia male: io voglio una storia di sesso, non mi innamoro.”

Bene. Chiaro. Io scelgo se mi sta bene o no.

Il problema è che è talmente sensibile che sesso non ne fa. Si chiacchiera, ci si coccola, si passa il tempo insieme.

Però non troppo spesso e non troppo a lungo, che è troppo da morosi.

Soggetto numero 2:”ho bisogno di una donna”

“e per farci cosa?”

“coccole. Stare nudi ed abbracciati”

“solo questo?”

“certo. Per il sesso bisogna essere innamorati. E questo avviene col tempo, se avviene”

Un romantico. Un uomo d’altri tempi.

Naturalmente ambedue i soggetti pretendono un rapporto assolutamente esclusivo (ovvero il semplice fatto che io abbia amici maschi li infastidisce), ma non sono disposti a prendersi alcun impegno.

In altre parole, secondo loro, io altro non ho da pensare che attenderli pazientemente, fino a quando non hanno di meglio da fare.

Per accoglierli, ascoltarli, coccolarli, capirli, consolarli…

Credo di essere assolutamente troppo grezza, egoista, antica (o forse troppo moderna) per queste sublimazioni…

La mia idea di uomo è un filino diversa!

 

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non facciamoci mancare nulla

“mi aiuti a mettere questo cerotto? mettilo ben teso, per favore”

“cosa ti sei fatta?”

“mi sono graffiata lavorando in giardino”

“mamma questo non è un graffio… è uno sbrego!”

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di ferie…

Sono stata in ferie una settimana.

Ovvero: non sono andata in ospedale a lavorare.

Ho imbiancato la camera del Principe, che mi ha sgridata perchè voleva starsene in pace in camera sua, che invece era inagibile.

Visto che c’era ha aprofittato per incolparmi di tutti i suoi problemi, dispiaceri, mancanze… si è trattenuto dall’attribuirmi la responsabilità della siccità e della fame nel mondo, ma solo perchè gli argomenti non lo interessano.

Dopo aver smontato, imbiancato, pulito, sono andata a comperare mobili all’Ikea e poi li ho opportunamenti montati.

Naturalmente ho continuato le grandi pulizie a casa del Generale, che sta ristrutturando…

Insomma ho lavorato come un mulo. Ancora.

Oggi la collega:”però si vede che ti sei riposata”

Si, ok.

Grazie.

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per un po’ di supposto riposo…

E’ stata una settimana tutta di corsa, lavorativamente parlando… con ricadute sulla mia vita fuori dall’ospedale.

Ha corso il mio capo giovane, ed ho corso io. Per motivi in parte diversi.

Come al solito io sono la confidente, e quindi lui si sfoga con me. Questa settimana mi ha chiamato dalla sala operatoria per chiedermi di una paziente, e quando ho confermato le sue idee… : “ma non si può lavorare così, mi pianta qua ad operare una che io non avrei mai operato, ma almeno discuterne prima se ci sono dubbi?…” e altre cose simili. “Scusa ma lo devi dire a lui, non a me” “lo so, mi stavo sfogando!”

Ok, basta sia chiaro.

Io ho fatto un pacco di ore in più, lui, invece che smontare di guardia, è andato in sala fino a sera, e  che sala….

Ora io stacco, in larghissimo fuori orario, dopo aver fatto 14 pazienti, alcuni in doppio (quindi 17) e per fortuna un paio non si sono presentati. Avrei dovuto farne 8, per dire.

Ho anche messo tutto in ordine, anche quel che non è di mia competenza. La collega prima di andare in ferie non ha nemmeno fatto quel che fa sempre lei. Quindi ho fatto il mio, di più, e recuperato l’arretrato mio ed altrui.

Oggi ho iniziato la giornata facendo un esame ad un bimbo di sette anni, chiacchierone e simpatico: “in bocca al lupo!” “per cosa?” “per il tuo ‘groppetto’, perchè riescano a farti mangiare bene” “tagliami la testa, così metto il cibo direttamente dentro, poi mettiamo un tappo!” “e come giochi a palla coi tuoi amici?” “gioco con la testa al posto della palla” “però dovremmo trasferire gli occhi in qualche altro posto, sennò non vedi dove vai”. Il padre stava per svenire…

Ed ho chiuso con la versione italiana di Cameron Diaz.

Sono decisamente stanca. La prossima settimana sono a casa, ad imbiancare. Che non mi si venga a dire che ho lasciato qualcosa indietro…

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